venerdì 29 luglio 2016

Libri in poche parole e lettori indignati


Su Facebook inizia a circolare questa foto e i "lettori" si indignano.
"Scandalo!" - gridano - "Non esiste già Wikipedia per chi vuole leggersi un riassunto?"

Ma andiamo per gradi. Di cosa stiamo effettivamente parlando?
La collana "In poche parole" nasce da un progetto di Einaudi Ragazzi (sottolineare "Ragazzi", grazie) e punta a rappresentare un primo incontro tra i giovani e i classici.



Si tratta infatti di libricini di un centinaio di pagine in cui autori contemporanei raccontano le storie di alcuni tra i grandi classici più famosi.
Non delle vere e proprie versioni ridotte quindi, non un collage di estratti dall'opera, ma una rielaborazione anche di stile e linguaggio.
Libri, quindi, che sono sì pensati per un pubblico di giovanissimi, ma che sono destinati anche a quelle persone ormai adulte che non si sono mai avvicinate con troppa convinzione alla lettura.

Il Male assoluto? Non credo.
Non posso pensare di essere la sola che a 8 anni leggeva la versione ridotta di "Piccole Donne", o che leggeva i fumetti (o quelli, in quanto fumetti non contano?) basati sui grandi classici: "Il richiamo della foresta", "Don Chisciotte", "I viaggi di Gulliver"...
Di alcuni ho riletto la versione integrale, di altri no.
Nessuno è morto, nessuno si è sentito offeso.
Ma siamo nell'era dei social e dobbiamo gridare allo scandalo per sentirci lettori "migliori".

Ma veniamo ai deliranti commenti che immancabilmente potremmo trovare sotto una foto del genere.

1. Il catastrofista
"Dove andremo a finire?" è il suo urlo di battaglia.

Non so dove pensa davvero che andremo a finire, io credo nella concreta possibilità che per un'ora al giorno ci sia una persona in più con un libro in mano.
Mi sembra una buona prospettiva.

2. Lo snob
"Che senso ha comprare un libro che è la sintesi di un libro?"
"Non è che questi siano dei tomoni immensi da scoraggiare un lettore"
"Che c'è di difficile in questi libri?"
"Lo avessero fatto con Anna Karenina tanto, tanto.. ma con questi proprio.."

Tutte persone che a 12 anni leggevano "Guerra e Pace".
Mettendo da parte l'ironia, da bravi "lettori" non hanno nemmeno pensato di chiedersi di quale collana si trattasse o a chi fosse destinata.
Per loro era solo un'iniziativa inutile con cui sentirsi lettori migliori.

3. Il categorico
"Il riassunto di questo libro non lo accetto."

E sopravviveremo tutti alla tua non accettazione. Come tanti sono sopravvissuti ai libri ridotti fino ad ora.
Se servirà affinché anche solo una ragazzina di dodici anni prenda in mano un "Orgoglio e Pregiudizio" ridotto piuttosto che un "After" integrale, bhé, ce ne faremo una ragione della tua indignazione.

4. Il complottista
"Che senso ha leggere una cosa del genere? Leggere un riassunto per poter dire di aver letto il libro anche se non è vero?"

Questo commento mi ha fatto riflettere più di tutti gli altri.
Mi viene in mente la frase "La malizia sta negli occhi di chi guarda".
Partiamo dal presupposto che se voglio dire di aver letto un libro, posso farlo anche senza leggere il riassunto. Mi apro un profilo su Goodreads e inizio a mettere libri a caso.
Leggere è quindi una vetrina? Questo è ciò che fanno i lettori moderni? Leggono per dire di aver letto prima ancora di leggere per piacere personale?


Lettori, leggete per il piacere di farlo. Leggete di qualità, meglio qualità ridotta che squallore integrale.
E se volete avvicinarvi alla lettura, non fatevi spaventare da quei "lettori" che hanno bisogno di denigrare voi per sentirsi qualcosa (qualcosa, non qualcuno).

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